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Quadrivio Group
31.12.2021

Focus sui private market

Il ceo della società specializzata nel private equity, Walter Ricciotti, illustra i trend che impatteranno maggiormente sulle Pmi nel 2022. E le prospettive di chi investe nell’economia reale

Il 2022 sarà particolarmente importante per l’economia in generale. E anche per i private market. Lo sostiene Walter Ricciotti, cofondatore e ceo di Quadrivio Group, realtà attiva da oltre 20 anni nel mercato del private equity e degli investimenti alternativi: «Ci lasciamo alle spalle un 2021 segnato da un forte rimbalzo economico, favorito anche dalle politiche di sostegno dei governi e delle banche centrali. Ci attendiamo un 2022 ancora positivo,in linea con la ripresa già in atto, ma le decisioni che verranno prese a livello pubblico e privato determineranno la direzione per gli anni successivi. Se da un lato la crisi sanitaria ha impattato sul sistema economico e sui trend di consumo a livello internazionale, al contempo ha portato ad accelerare tendenze e processi già in corso in molte aziende, quali il consolidamento dimensionale, l’internazionalizzazione, la digitalizzazione, l’adozione di pratiche Esg e una maggiore apertura verso il mondo dei capitali. Il 2022 sarà l’anno in cui governi, aziende, imprenditori e investitori saranno posti davanti alla scelta se continuare su questo percorso virtuoso o meno».

Quadrivio Group ha individuato le 10 tematiche che impatteranno più significativamente sullo sviluppo dei private market (e sull’intera economia) nel 2022. Eccole.

CONSOLIDAMENTO

Lo storico “nanismo” delle imprese italiane rende più difficile competere sui mercati esteri. La loro limitata capacità di investimento in tecnologia, risorse umane e innovazione ha compresso a lungo le prospettive di sviluppo. È più che mai necessario colmare questo gap e investire nella crescita dimensionale e nella organizzazione delle Pmi, ripensando i modelli di business e riadattandoli a contesti ambientali nuovi e sempre più competitivi.

Solo crescendo, anche attraverso acquisizioni ed aggregazioni, sarà possibile dotarsi degli strumenti necessari per risultare vincenti su scala globale.

INTERNAZIONALIZZAZIONE

È una delle leve più importanti per il rilancio del sistema industriale italiano. E lo è stata ancor più negli ultimi due anni, quando la possibilità di viaggiare per i consumatori mondiali è stata limitata. Essere presenti anche all’estero non è più un’opzione, ma una necessità imprescindibile. Le aziende devono organizzarsi per conquistare nuovi mercati, e per riuscirvi devono dotarsi delle corrette risorse umane e finanziarie.

Oggi, invece, troppi imprenditori rifuggono dal voler crescere internazionalmente, concentrandosi sul mercato locale dove si trovano più a proprio agio.

Se in alcuni ambiti questo può essere sufficiente, almeno nel breve periodo, nella maggioranza dei settori e comunque in un’ottica di medio periodo, essere diversificati su più mercati e su altri continenti permette di crescere in maniera più sana ed essere più al riparo dai downturn di mercato.

DIGITALIZZAZIONE

L’emergenza sanitaria ha portato molte aziende a comprendere la valenza strategica della tecnologia e del digitale, e ad accelerare processi che in alcuni casi erano già in atto. Sarebbe riduttivo però pensare alla digitalizzazione come solo alla crescita dell’e-commerce. Le aziende di successo, infatti, si sono dotate anche di strumenti di marketing digitale, di piattaforme per lo smart-working, hanno digitalizzato documenti e processi aziendali... Quadrivio Group ritiene che ormai le aziende non possano sottrarsi a questa rivoluzione culturale, ma che vadano supportate in questo percorso, non privo di rischi e incognite: l’innovazione tecnologica e la transizione digitale delle Pmi è prima di tutto un cambiamento organizzativo.

POLITICHE ESG

Negli ultimi anni molti imprenditori hanno abbracciato con passione la spinta a dare un contributo per un miglioramento ambientale, sociale e di governance. Nel nuovo anno, secondo Quadrivio Group, quella che in passato poteva essere una scelta, diventerà una necessità per tutte le aziende.

La pressione normativa e la crescente sensibilità degli investitori, sia istituzionali che privati, motivano tutti gli operatori dei private market a realizzare investimenti in aziende fortemente improntate su logiche Esg o a intervenire su quelle già in portafoglio.Il rischio però è che si vada verso una deriva burocratica e normativa.

Quadrivio Group negli ultimi anni ha privilegiato investimenti sostenibili e responsabili, con la convinzione che il miglioramento di un’azienda dal punto di vista dei criteri Esg sia correlato positivamente a una crescita del valore dell’azienda stessa.

RICAMBIO GENERAZIONALE

In Italia il 70% circa delle Pmi è un’impresa familiare. E la maggior parte è guidata da leader in età avanzata. È evidente che il tema del ricambio generazionale nei prossimi anni sarà sempre più centrale.

La complessità dei nuovi scenari e delle nuove sfide richiedono successori non solo dotati di competenze tecniche, organizzative e commerciali, ma anche di una diversa visione imprenditoriale. I nuovi leader dovranno avere maggiore sensibilità alle tematiche del consolidamento, dell’internalizzazione, della digitalizzazione e dell’approccio Esg.

E nel facilitare il passaggio di leadership, interna o esterna, i fondi di private market, e in particolare quelli di private equity, hanno spesso costruito le operazioni di maggior successo. Per sé stessi ma anche per le aziende in cui hanno investito.

IMPATTO DEL PNRR

Le risorse e gli obiettivi del Pnrr permetteranno l’avvio e la realizzazione di importanti riforme strutturali. Queste risorse, dice il ceo di Quadrivio Group, se ben incanalate e utilizzate, potranno contribuire al processo di sviluppo e consolidamento delle imprese italiane. E gli operatori di private capital sono tutti molto attenti (e curiosi) a monitorare l’applicazione e l’impatto del Pnrr. Probabilmente nel corso del 2022 le decisioni di investimento degli operatori di private market non saranno ancora fortemente condizionate dai primi risultati del piano, ma alcune scelte “direzionali” su settori e aziende cominceranno a concretizzarsi.

PUBBLICO-PRIVATO

Il tema della collaborazione tra investimenti pubblici e privati è dibattuto da molti anni ma ancora poco realizzato. Il Pnrr è lo strumento che potrebbe facilitare una maggiore sintonia. I settori dove si sono viste le maggiori operazioni congiunte sono quelli dell’edilizia e delle infrastrutture. Molto meno si è realizzato a livello di aziende e di settori industriali. Ora, il Pnrr, e in particolare l’attenzione verso la transizione ecologica, quella digitale e anche il focus sul settore sanitario potrebbero facilitare l’inizio di una maggiore collaborazione.

A maggior ragione perché, a causa dell’impatto economico della pandemia, molte aziende hanno potuto (dovuto) aumentare l’indebitamento. A partire dal prossimo anno molte aziende dovranno cominciare a restituire alle banche quote di finanziamento che sono state congelate nei due anni precedenti o anche quote di nuovi finanziamenti emessi con le garanzie statali. Ciò renderà più difficile per molte aziende avere le risorse finanziarie per effettuare nuovi investimenti e dotarsi delle professionalità manageriali necessarie. E potrebbero aprirsi nuove opportunità per i fondi di private capital, in particolare per quelli di private equity e venture capital.

INFLAZIONE

Uno dei rischi principali per il prossimo anno è rappresentato dall’inflazione. Negli ultimi mesi le aziende hanno dovuto fronteggiare crescite rapidissime dei costi delle materie prime, dell’energia e dei trasporti.

Se continuasse così, l’impatto su moltissime aziende sarebbe rilevante. Sono state poche, infatti, quelle che sono riuscite a trasferire a valle gli aumenti dei costi e quando lo hanno fatto spesso vi sono riuscite solo in parte. Inoltre c’è una voce del conto economico che nel 2021 non è stata ancora impattata dall’inflazione, ma che potrebbe esserlo a partire dal prossimo anno: il costo del personale. Gli operatori di private market dovranno saper esaminare e prevedere anche l’impatto dell’inflazione sui conti economici, nel breve e nel medio periodo, delle aziende in cui vorranno investire

ECCESSO DI CAPITALI

L’enorme liquidità che si sta riversando sulle aziende, quotate e private, sta portando le valutazioni a livelli record. I mercati azionari chiudono il 2021 sui loro massimi, e anche sui mercati privati si sono registrate transazioni a multipli qualche anno fa inimmaginabili, ancor più in alcuni settori, come quello tecnologico e quello legato al mondo sanitario. Il trend non sembra destinato a invertirsi, anche se aumenta ogni giorno il numero di economisti che prevedono un cambio di direzione.

In realtà di questo rischio si parla ormai da alcuni anni, ma anche quando si è verificato a causa di qualche fenomeno inatteso (ultimo, il Covid a marzo 2020), dopo un primo ritracciamento, le valutazioni sono tornate a crescere.

La sfida per gli operatori di private capital nel 2022 sarà saper ricercare il giusto bilanciamento tra valutazioni elevate e rischio di correzione dei mercati.

SPECIALIZZAZIONE

Le sfide, insomma, sono numerose e complesse. E Quadrivio Group ritiene che anche la strategia degli investitori debba evolvere. «Crediamo fermamente», dice Walter Ricciotti, «che per gestire al meglio tali sfide e beneficiare delle opportunità che i trend sopra riportati stanno creando, una strategia sia fondamentale: la specializzazione.

Come Quadrivio Group è già da alcuni anni che abbiamo deciso di organizzare il nostro gruppo e di gestire fondi di private equity specializzati su alcune tematiche che abbiamo individuato come nostre maggiori aree di competenza ed esperienza, quali il Made in Italy, il cui omonimo fondo investe nelle eccellenze del lifestyle italiano (fashion, food&wine, design e beauty), l’Industry 4.0, il cui team di gestione investe nella transizione digitale delle Pmi, e più recentemente la Silver Economy, il cui omonimo fondo investe in aziende che offrono beni e servizi dedicati alla silver age».