
Borletti Group con Quadrivio & Pambianco co-investono acquisendo il 100% di Twinset. Exit per Carlyle
Secondo quanto riportato da Reuters un mese fa, il valore del deal si aggirerebbe attorno ai 200 mln euro. Tra i co-investitori anche Narval Investimenti e il club deal di Ersel Banca Privata
Lo storico brand italiano di moda femminile Twinset ha finalmente trovato nuovi proprietari, passando sotto il controllo di Borletti Group e Quadrivio & Pambianco, che ne hanno acquisito il 100%. Gli ultimi hanno agito mediante il veicolo di private equity Made in Italy Fund II.
A vendere è stato il private equity Carlyle, che controllava sino ad ora il marchio mediante CEP III Participations sarl sicar), e da tempo cercava di vendere le proprie quote. L’ufficialità dell’operazione è arrivata al culmine di trattative serrate, di cui BeBeez aveva già dato notizia a fine maggio.
Nel dettaglio, l’operazione prevede una partecipazione paritetica tra i due investitori, con l’ingresso tra i co-investitori anche di Narval Investimenti e del club deal di Ersel Banca Privata. Narval Investimenti inoltre affiancherà l’azienda nel nuovo percorso di crescita con un proprio rappresentante nel cda di Twinset.
Borletti Group e Quadrivio & Pambianco sono stati assistiti nell’operazione da Case Cassiopea (m&a e debt advisor) e da Legance e Studio Cerina (per gli aspetti legali). Ernst & Young ha svolto il lavoro di financial e commercial due diligence, mentre la tax due diligence è stata seguita dagli studi Poggi e Pirola. L’insurance diligence ha infine coinvolto Willis Towers Watson, mentre T8P e Cerved hanno seguito l’analisi ESG.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters il mese scorso, Twinset (oggi fortemente indebitato) sarebbe stato valutato attorno ai 200 milioni di euro. Una cifra, che, se confermata, risulterebbe più bassa rispetto a quella parametrata per Carlyle nel 2012 per rilevare una quota del 72% di Twinset, pari a 300 milioni di euro, ovvero 7,5 volte l’ebitda. Ricordiamo che i fondatori, cioé la stilista Simona Barbieri e il marito Tiziano Sgarbi, sino a quel momento titolari di oltre il 68% del capitale, avevano invece mantenuto il 28%, mentre il fondo Dgpa Capital (prima al 31,5%) era uscito dal capitale del brand.
Dopodiché, nel 2015, Carlyle aveva comprato da Tiziano Sgarbi, il suo ultimo 18%, salendo al 90% del capitale, con la Barbieri che era rimasta al 10%. Infine la Barbieri aveva ceduto a Carlyle il suo ultimo 10% nell’aprile 2017, con il fondo che quindi era salito soltanto allora al 100%.
Secondo quanto si legge in una nota, la strategia dei nuovi acquirenti ora intende valorizzare ulteriormente il canale retail, investendo nelle migliori location per mantenerle coerenti con l’immagine del marchio e il “Twinset environment”. Tra gli obiettivi principali sono previsti anche significativi investimenti sull’online, per accelerarne la crescita integrando questo canale sempre di più in una vera strategia digitale. Il piano di crescita include anche il rafforzamento del franchising e un’evoluzione selettiva del canale multimarca.
A livello geografico, poi, Twinset continuerà la propria espansione internazionale, principalmente incrementando la penetrazione nelle geografie esistenti in Europa, con un focus particolare su Spagna, Francia ed Europa dell’est. Successivamente, una volta avvenuto il consolidamento europeo, il brand avrà il potenziale per espandersi in paesi come Stati Uniti e Asia.
Alessandro Binello, group ceo di Quadrivio Group e managing partner di Made in Italy Fund II, ha commentato: “Twinset è un investimento strategico, che non solo rafforza il portafoglio del fondo, ma riconferma la nostra capacità di intercettare e investire nei migliori brand sul mercato, che si distinguono per la forte identità e riconoscibilità. Come team lavoriamo per contribuire alla loro crescita, aiutandoli a diventare realtà competitive a livello internazionale. Riteniamo inoltre che il segmento dell’affordable luxury sia oggi un target imprescindibile per noi operatori di private equity e intendiamo continuare a investirvi, certi del grande potenziale e dei rendimenti che può offrire ai nostri investitori.”
Maurizio Borletti, founding partner di Borletti Group, ha aggiunto: “Twinset è un brand posizionato in un segmento in sviluppo, con fondamenta solide e un potenziale ancora significativo. Metteremo a disposizione la nostra esperienza nei settori retail e fashion per accompagnarla in un percorso di crescita. Il contesto attuale del mercato del lusso rende il segmento dell’alternative luxury un’area ad alto potenziale di crescita.”
Rispetto allo scorso anno, quando Carlyle aveva ipotizzato di vendere anche solo una parte del pacchetto azionario di Twinset per provare a risollevarlo dalla sua situazione deficitaria, il private equity ha alla fine optato per una cessione totalitaria, intavolando nelle scorse settimane su questi presupposti delle trattative esclusive con Quadrivio e Borletti, di cui si parla da inizio anno.
Già in passato, a fine gennaio 2020, Carlyle aveva dato mandato a JP Morgan per affiancarlo nella ricerca di un investitore cui cedere il gruppo, ma poi l’operazione era stata messa in standby dallo scoppio della pandemia. Due anni prima, il fondo aveva dato invece incarico sempre a JP Morgan per trattare la vendita dell’azienda a un investitore asiatico, opzione successivamente tramontata. A fine marzo 2021, quindi, il management aveva tirato i remi in barca e deciso di rinviare “a data da destinarsi” la cessione della griffe. Lo aveva detto chiaro a MF Fashion sempre Varisco, spiegando che la priorità dell’azienda era in quel momento “tornare ai livelli di business di inizio 2020”, cioé prima dell’era covid.
L’azienda aveva infatti chiuso il 2019 con ricavi per 233,6 milioni, un reported ebitda di 37,5 milioni e una liquidità netta di 132,6 milioni. Nel 2020, invece, aveva sperimentato un crollo di tutti i numeri, con ricavi scesi a 140 milioni, un ebitda negativo per 9,3 milioni e una liquidità netta di 153,4 milioni a fronte di un patrimonio netto di 83,6 milioni. E infatti non a caso nel marzo 2021 il gruppo aveva rimodulato i covenant sul debito del bond da 170 milioni di euro in scadenza il 5 marzo 2025, quotato al Terzo Mercato di Vienna ed emesso nel marzo 2018.
Negli anni successivi le cose sono comunque andate meglio: secondo quanto comunicato dalla società in occasione dell’ultima operazione, nel 2024 il fatturato è stato di oltre 200 milioni di euro e l’ebitda superiore ai 30 milioni di euro. La maggioranza delle vendite sono dirette al cliente attraverso la propria rete di negozi ed il canale online, mentre il restante fatturato è realizzato sul canale wholesale. Nell’anno precedente il fatturato era stato di 211 milioni di euro, con 32,8 milioni di ebitda e una liquidità netta di 57,7 milioni a fronte di un patrimonio netto di 50,6 milioni di euro.
Sul cambio di proprietà, Alessandro Varisco, ceo di Twinset, ha dichiarato: “Sono molto felice che Twinset venga acquisita da due fondi italiani, Borletti e Quadrivio, che grazie alla loro esperienza conoscono bene il nostro settore. È una grande opportunità per l’azienda, che ci consente di rafforzare ancora di più la sua identità e divenire un brand sempre più internazionale.”
Fondato a Carpi (Modena) nel 1990, Twinset “è letteralmente decollato dopo il suo acquisto, nel 2012, da parte del fondo d’investimento americano Carlyle Group”, scriveva nel 2014 Fashion Network, evidenziando come la strategia messa in pratica dal fondo si fosse incentrata sull’internazionalizzazione del marchio le cui vendite, in quel momento, erano ancora “realizzate per i tre quarti in Italia, mettendo soprattutto l’accento sulla Spagna, la Germania e la Francia”.
Per Made in Italy Fund II, Twinset rappresenta il quarto investimento del fondo, che ha già in portafoglio le tre società: Autry, marchio italiano di sneakers dal posizionamento premium e distribuzione internazionale; Filippo De Laurentiis, azienda italiana focalizzata su maglieria di alta gamma; e Sessùn, brand francese che propone abbigliamento femminile dallo stile boho-chic.